Anche se non sono in tantissimi ad ammetterlo, c’è una guerra fredda tra i blogger di “vecchia” data e le nuove leve dell’arte del raccontare e raccontarsi online.
“Ai miei tempi c’era solo Splinder”, “Ho iniziato a bloggare nel 2001, Zuckerberg andava ancora all’asilo” sono frasi che sento spesso anche offline.
Insomma, c’è una sorta di rivendicazione di quel ruolo da parte dei pionieri della prima repubblica del www: oggi con Facebook e Twitter son capaci tutti, sembrano dire. Non c’è più la cura del dettaglio, non c’è più la selezione dei pensieri: c’è solo la mania della superficiale condivisione.
Ci sono 40enni cresciuti ad Altavista ed ICQ che hanno perso il vizio di raccontarci la propria idea, che hanno abbandonato blog quasi per protesta contro il sistema 2.0: ho l’impressione che ci manchi un po’ quel contenuto più strutturato e soprattutto la passione smisurata di quei blogger.
Visti i tempi, forse abbiamo solo bisogno di un governo tecnico della blogosfera.
Io vedo una rete che sta perdendo il filo. Vedo social network che non fanno network: vedo aggregazioni di presunti bloggers che si comportano come l’associazione Notai italiani. Vedo presunti amici che si laikano e stralaikano, si commentano e si stracommentano, che passano ore ed ore a pettinare status e citazioni d’effetto. Vedo poca voglia [...]
C’era una volta una parola molto utilizzata online, per tantissimi anni. Quella parola si chiamava Netiquette. Oggi, i social media e la crescente alfabetizzazione degli abitanti del web, sembrano aver annebbiato alcune regole basilari della corretta “convivenza” online. Facciamo così: vi elenco quelli che, in base alla mia esperienza di utente, ritengo essere dei comportamenti [...]
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