Basta guardarsi attorno, leggere post, thread e discussioni. A volte, su determinati argomenti, noi esseri duepuntozero ci troviamo di fronte a veri e propri schieramenti: esattamente come allo stadio durante il derby milanese. E molto spesso ne siamo anche parte attiva.
Esempi semiseri, comparti favorevoli e contrari ai fenomeni che accompagnano la nostra vita digitale e tecnologica: di ieri, oggi e domani.
Amarcord.
C’era chi amava, nel 1999, le intro in flash. E quelli che le odiavano.
C’è posta per te.
C’è chi usa Gmail. E quelli che hanno una mail di Libero dal 2000 e non intendono cambiarla per il resto della web-esistenza.
Fenomeni paranormali.
C’è chi pensa che Google Wave sia il futuro. Ci sono quelli che lo ritengono il flop del millennio.
La moda non è tutto.
Ci sono quelli che “toccatemi tutto ma non il mio Mac”. C’è invece chi odia Apple come la peste.
Impossible is nothing.
C’è il filone “Il Web 2.0 è una moda”. E poi ci son quelli che provano a conoscerlo per costruirci una professione.
La cultura è di carta.
Quelli che ordinano il Kindle prima che esca sul mercato. E quelli che “non toccatemi il libro sul comodino”.
La cosa che conta di più è l’amicizia.
Quelli che odiano Facebook. E quelli che fanno dell’F5 un’attività permanente.
Ne ho in mente a centinaia, per conludere basterebbe: quelli che leggono il mio blog. E quelli che non sanno nemmeno l’esistenza.



