C’è un social network che in Italia sembra avere un grosso rilievo, un social network importante, di quelli che fanno del real time “spinto” il punto di forza: quel social network si chiama Friendfeed.
Nel resto del mondo, quel social network, non è poi così blasonato ed utilizzato; solo i turchi seguono l’istinto dei bloggers italiani e ne fanno un uso rilevante.
Sì, su quel social network gravitano moltissimi blogger. E su quel social network, fino a ieri, c’ero anche io. Ho dedicato molto tempo alla cura del mio feed, alla selezione dei contatti. Ho dedicato molto tempo a leggere quello che veniva postato: per molti mesi è divenuta la mia fonte principale di informazioni.
Poi, come tutti i luoghi che iniziano a diventare davvero interessanti, ti accorgi che non potrà durare per molto. Ne facevo un uso quasi prettamente “lavorativo” ed informativo: vedevo scarseggiare le discussioni su argomenti di mio diretto interesse, vedevo crescere discussioni divertenti, spensierate, a volte molto accese.
Friendfeed, perché sia davvero utile, va gestito. Devi dedicargli molto tempo, e molto spesso è anche piacevole. Allora fai il conto di quanto tempo passi online, di quanti social network gestisci, di che lavoro fai. E ti accorgi che è arrivato il momento di abbandonare quel luogo (un tempo) davvero interessante per te. Organizzi meglio Google Reader per non perderti nessuna news ed il tempo “guadagnato” dalla mancata gestione di quel profilo lo impieghi in due modi:
- tornare a commentare i blog (abitudine che avevi perso perchè commentavi direttamente su Friendfeed)
- leggere qualche libro in più
In tanti mi hanno chiesto: “e adesso?”. Ed adesso, se vi va, mi trovate sugli altri 254 Social Network al quale sono iscritto.



