Io vedo una rete che sta perdendo il filo.
Vedo social network che non fanno network: vedo aggregazioni di presunti bloggers che si comportano come l’associazione Notai italiani.
Vedo presunti amici che si laikano e stralaikano, si commentano e si stracommentano, che passano ore ed ore a pettinare status e citazioni d’effetto.
Vedo poca voglia di allontanarsi dal mezzo per tuffarsi nelle strette di mano, vedo la ricerca dell’egocentrismo ad ogni costo, vedo l’ira funesta davanti ad ogni affermazione.
Vedo moglie e marito seduti al tavolino di un bar a commentarsi l’ultimo status su Facebook, vedo figli creare profili fake per chattare con l’amico più grande.
Stiamo perdendo una grande occasione, quella di utilizzare i mezzi nel modo giusto: Zuckerberg ha capito tutto, lui lavora sulle debolezze di milioni di persone al mondo.
E poi inizio a vedere gente che si disinnamora dei mezzi digitali; perché chi ha vissuto la prima puntata del magico mondo di Internet è stanco. Perché l’età avanza per tutti, anche per la più grande invenzione democratica degli ultimi anni: meglio non ubriacarci di www e di finte relazioni, il troppo stroppia.
Troviamo l’equilibrio, prima di perdere l’ago della bilancia.



