// stai leggendo...

Web 2.0

Social media: c’è molto di più di quello che si vede.

Ho la fortuna di occuparmi tutti i giorni di qualcosa che mi appassiona.
Guardate bene però, la mia passione non sono i social network; la mia passione si chiama comunicazione.
Perché è facilissimo confondere le cose, oggi: ma non parlo delle aziende, quelle più attente e con una visione strategica hanno già oltrepassato questo scoglio.
Parlo di tutti quelli che gravitano a questo ” nuovo” mondo 2.0: dai chi questo “mestiere” non vede l’ora di farlo, passando per quelli che questo mestiere proprio non lo capiscono, fino agli improvvisati dell’ultimo minuto.
Facile condire i discorsi con nomi come Foursquare, Quora o Instagram. Molto più difficile capire la logica che sta alla base di quell’application che reputi tanto interessante.

Chiaccherando con i più giovani che non vedono l’ora di ricoprire un “ruolo” nei social media si scoprono tantissime cose. Si scopre come questa professione, in molti casi, è considerata affascinante, divertente, creativa, curiosa. Non sempre è così, ammettiamolo.

Lavorare con/nei social media è completamente diverso da quello che si vede da “fuori”: il fatto che tu ti diverta a commentare i tuoi amici su Facebook e Friendfeed non vuol dire che sei già pronto per il ruolo di community manager. Il fatto che tu sia riuscito a convincere quel tuo lontano parente (proprietario di una piccola azienda) ad aprire un account su Twitter, non vuol certo dire che la strategia è il tuo forte. Sono contento che frequenti assiduamente gli aperitivi tra blogger: questo non fa di te un esperto di digital pr.

C’è molto di più di quello che si vede e te ne rendi conto solo quando te ne occupi davvero.

  • http://topsy.com/www.iltriso.it/2011-02-23-social-media-ce-molto-di-piu-di-quello-che-si-vede.html?utm_source=pingback&utm_campaign=L2 Tweets that mention Social media: c’è molto di più di quello che si vede. | Il blog (a pezzi) di Max Trisolino — Topsy.com

    [...] This post was mentioned on Twitter by Adriano Gasparri, andrea casaleggio. andrea casaleggio said: RT @4everyoung: Social media: c’è molto di più di quello che si vede http://goo.gl/jZjr2 ( via @duepuntozero ) #socialmediamanager #comm … [...]

  • http://www.paoloratto.blogspot.com Paolo Ratto

    Condivido ogni singola parola. Complimenti per l’articolo.

  • http://twitter.com/Manekineka79 Veru

    Condivido, sottoscrivo e rigiro virtualmente ai tanti poverelli che aprono un’agenzia e si affidano a nomi improvvisati, gente che non ha mai fatto questo di mestiere e si improvvisa perchè tanto basta scrivere due cosette e coltivare due relazioni per vivere felici :) All’estero questa approssimazione non esiste… all’estero…

  • http://twitter.com/duepuntozero Max Trisolino

    C’è ancora tanto lavoro da fare, sia dal punto di vista culturale che di approccio. E tutto scorre velocemente.

  • http://paulacarravilla.wordpress.com/2011/03/01/davvero-vuoi-essere-un-social-media-manager/ Davvero vuoi essere un Social Media Manager? | Paula Carravilla

    [...] Davvero vuoi essere un Social Media Manager? Posted on 1 marzo 2011 by paulacarravilla| Deja un comentario Iniziando che hanno cambiato il nome e non si dice più Community Manager, adesso è Social Media Manager.  Ho letto questa mattina due post molto interesanti della realta di voler lavorare in questo ruolo così in voga. Uno di Paolo Ratto e l’ altro di Max Trisolino. [...]

  • http://www.facebook.com/costanza.giovannini Costanza Giovannini

    trintemente d’accordo….vitaccia!

  • Aabbaa

    Interessante articolo… ma non si capisce bene cosa sia quel “di più”! Qualsiasi lavoro ha degli aspetti nascosti che solo chi lo pratica conosce. Mi sfugge un po’ lo scopo di questo pezzo. Sembra quasi che siate feriti nell’orgoglio, perchè la gente non vi capisce.. E sentite la necessità di specificare che il vostro è un lavoro serio. Ma quello che tu scrivi può essere tranquillamente associato a qualsiasi altra categoria! L’impressione che aleggia, è che vogliate stare un po’ su un piedistallo, e forse avete la pretesa che le persone si convincano che sia una posizione meritata.. Mi aiuterebbe molto a cambiare opinione se tu mi spiegassi un po’ più nel dettaglio cosa costituisce il famoso “di più” ;-)

  • http://twitter.com/aavigliano Antonio Avigliano

    è proprio vero. solo sbattendoci sopra capisci che è un lavoro difficilissimo

  • francescafv

    E’ vero c’è molta improvvisazione. Ma chi si improvvisa si smentirà da solo, quindi la selezione sarà naturale… Non siamo prevenuti, distinguiamo bene tra il figlio della signora Maria, il classico smanettone che non ha mai letto un manuale di marketing e chi investe seriamente in una passione. Penso che ci sia anche una larga fetta di giovani che, in un mercato fortemente in crisi come quello di oggi, ha dovuto inventarsi un lavoro…proprio servendosi delle possibilità che la rete offre in questo senso: sia da un punto di vista di “personal branding” che come oggetto del il proprio lavoro.E’ più facile per un giovane, figlio dell’era digitale, avvicinarsi a certi strumenti, a determinate professioni, proprio per via di un’attitudine mentale in linea con questi mezzi. Se a questa attitudine ci si aggiunge tanto studio, costante aggiornamento e buon senso (che aimè spesso manca anche ai grandi espertoni), qualcosa di interessante può averlo da dire anche chi non bazzica questo mondo dai tempi di Arpanet. Tanto di cappello a chi ce la fa.

Seguimi in rete

Twitto, quindi sono

Photos on flickr