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Social Media

Lettera aperta a Twitter.

Cara Twitter,
confesso: mi piaci. Davvero, senza mezze misure e nel senso pieno del termine.
Mi piace il tuo modo di lasciarci liberi di dire quello che vogliamo in poche parole, mi piace il tuo essere essenziale, mi piacciono i tuoi abitanti e la loro sana ironia, quel tuo modo naturale di anticipare sempre quotidiani e TV.

Mi piaci perché sei l’opposto di Facebook, perché sei intelligente come Quora ma non te la tiri; mi piaci perché non hai bisogno di mostrare le tue grazie come fa Badoo.

Però non sonnecchiare, Twitter. Stai attenta, lì fuori tutti corrono velocissimi, ogni giorno Facebook e Google rilasciano nuove funzionalità per ingolosire chi ti farà sopravvivere: le aziende, i brand, le decisioni dei marketing manager.

Sei bella ma lentissima, Twitter. Hai promesso una piattaforma adv mesi fa, ancora nulla (o per 4 gatti). Comunichi di non sviluppare più su terze parti, ma sai meglio di noi che senza una piattaforma esterna le tue caratteristiche non vengono sfruttate a pieno. Sei spesso fuori uso, non mi dici con precisione chi retwitta i miei messaggi, la ricerca interna è migliorabilissima, non posso retwittare aggiungendo un commento; insomma potrei andare avanti per ore.

E poi, a me non interessa quanti dei tuoi iscritti sono (davvero attivi), ma alle aziende che vedo tutti i giorni sì: non spaventarti Twitter, dacci i tuoi numeri ma soprattutto non cullarti sul successo che stai attarversando. Prendi esempio dal tuo nemico Facebook: decine di volte più grande di te sia in termini numerici che di rilascio di nuove opportunità.

C’è l’esame di maturità, Twitter: c’è da stare attenti quando il professore non è uno ma qualche centinaia di milioni di persone. E non puoi cavartela cambiando graficamente l’home page.

  • http://twitter.com/EmanueleMinotto Emanuele Minotto

    Condivido quasi pienamente quanto scritto, bellissima lettera! :)
    Vorrei però aggiungerci il pensar bene alla strategia nei confronti delle API, lasciarle libere è un conto, incontrollate è un altro; autovalutarsi 100 miliardi di dollari e poi ritrovarsi uno studio che lo paragona ad una “bolla di sapone” non è il massimo (non condivido quindi che Twitter non se la tiri); adoro i siti che implementano standard, ma quei #! non devono essere forzati; eccetera…
    Twitter sta dormendo sugli allori pensando ormai di essere un servizio necessario, quando in realtà è solo UNO strumento.

  • http://www.marcosebastio.it/?p=497 Twitter si rifà il look: bello e inutile o riscoperta identitaria? | marcosebastio.it| journalism, semiotics and social media research

    [...] propria identità, non senza però correre il rischio – tra continue ridefinizioni – di perdere di vista le possibilità di monetizzare il suo potenziale. Voi che ne [...]

  • http://twitter.com/Red_Milano roberto red rossi

    stupenda dichiarazione d’amore che sposo appieno!
    twitter hurry up!!!

  • http://www.nicolacarmignani.it/ Nicola

    Sono d’accordo con te e, se posso, appongo la mia firma sulla stessa lettera a Twitter.
    Anche io apprezzo molto la libertà che noi tweeter abbiamo nello scrivere quello che pensiamo con assoluta libertà. Penso inoltre che per molti aspetti il dover scrivere non più di 140 caratteri è un punto di forza di Twitter e non una limitazione.
    È chiaro che degli “investimenti” in più sono necessari per far fronte alla concorrenza! ;)

  • http://www.italiasw.com/news/youtube-presenta-filter-explore.html YouTube presenta “Filter & Explore” » Italia SW

    [...] di qualche settimana fa. Ricerche online più veloci e una nuova Home Page sono sufficienti per superare indenne l’esame di maturità ? ArticoliSimiliImagery potrebbe essere un alternativa a Google ricerca ImmaginiStanchi di Google [...]

  • http://www.zioburp.net Zio Burp

    Dove metto la firma? Concordo su tutto. E poi imparo sempre delle cose dai tuoi post. Per dire, non sapevo che fosse femmina, Twitter :-) Che anzi per come la vedo io è un uccellino, vispo e masculo. E non basta cambiare il piumaggio, oh nou.

  • http://fabiolalli.com Fabio Lalli

    Ciao Triso.
    Beh sei stato anche fin troppo buono :) … penso le tue stesse cose. In effetti twitter è l’unica che non si sta muovendo molto in termini di nuove funzionalità. C’è da fare però un osservazione: se twitter inizia a fare funzionalità simile agli altri (ed entra nel flow della “convergenza social”) secondo me, perde quell’appeal che ha oggi, quella semplicità quasi naturale e quel giusto distacco dall’esser definibile “l’ennessimo social network che fa questo, quello e quell’altro”. Certo… se ci mettevi però la frase finale “e anche twitter verrà ucciso dagli altri social” davi seguito al tuo vecchio post ;)

  • http://twitter.com/duepuntozero Max Trisolino

    Twitter è femmina, mi sembra evidente ;) Sul resto concordiamo, volevo solo dire a Fabio che ok il rischio di convergenza social, ma Twitter ha bisogno di dare quella svolta necessaria in un momento “storico” come questo. Direi che possiamo firmare la lettera, tradurla e mandarla a @dens!

  • http://profiles.google.com/capobecchino Enrico Scognamillo

    ma io pongo una domanda un po fuori dal coro, concordo ovviamente con quello che hai scritto, ma provare altro? quello che ci hanno sempre criticato a noi di meemi è la mancanza di utenti, utenti che attendo sviluppi di piattaforme “lente” e questa lettera ne è la prova … perchè?

    mi rendo conto che noi siamo giovani ed inesperti rispetto a Twitter ma siamo Italiani e quando ci siamo imbarcati in questa impresa, ormai 3 anni e mezzo fa, credevamo nello spirito di gruppo italiano … che non è mai arrivato in modo continuo e grosso, tranne le eccellenze che abbiamo e che ci seguono giorno per giorno e con cui abbiamo imparato a rapportarci.

    si attendono features da piattaforme blasonate dal marketing e non si vuol perdere 3 secondi per testare nuove strade e far crescere chi vorrebbe farlo seriamente, affossandolo senza diritto di replica visto che gli utenti son li che attendono altro.

    twitter è una grande cosa e son sempre stato il primo ad ammetterlo ma sta implementando features (male secondo me) che noi abbiamo da 3 anni e si grida al miracolo.

    avendo gli utenti, arrivano gli investitori, arrivano i soldi e si sviluppa meglio e si cresce velocemente mentre senza utenti restiamo piccoli, vedendo da 3 anni, chi potrebbe dar visibilità ed un po di orgoglio all’italia, che sta li ad attendere.

    scusate il piccolo sfogo ma come alcuni di voi sa, son sempre pronto ad ammettere errori e sbagli commessi ma se resistiamo da 3 anni, chi arriva e capisce lo strumento (abbiam fatto progressi anche in questo senso ed altri ne stiam facendo) non ci abbandona ma ci supporta, qualcosa dovremmo pur avere … io son pronto a mettermi in gioco per soddisfare i bisogni degli utenti … ma gli utenti son pronti o vogliono ancora aspettare il big americano di turno che cresce grazie al marketing e non alle funzionalità che potrebbe avere?

  • g3cko

    @Triso, su Meemi non hai bisogno di scrivere una lettera sul tuo blog… meemi sarà il tuo secondo blog (se non il primo), e le tue richieste le scrivi in un meme dove verrai ascoltato, cosa contraria di twitter (sebbene sia un “servizio” fatto bene) che difficilmente leggerà le tue parole

  • Pikadilly

    Io direi che quoto e rilancio il commento/sfogo di Enrico. ;)

    Non solo bisogna sostenere il nuovo, ma anche i bei prodotti made in Italy. Meemi a Twitter potrebbe invidiare solo l’utenza, ma in quanto a funzionalità, novità e tempi di risposta da parte degli amministratori, pranza, cena e fa merenda in testa al telegrafico social in questione che, lo ammetto, uso e apprezzo anche con le sue stitiche funzioni. ;)

  • http://www.grafichiamo.net/blog/ crocchetta

    Concordo con Emanuele Minotto che Twitter è solo uno strumento e non un servizio fondamentale, ma secondo me diventa tale nel momento in cui si scrivono lettere di questo tipo, in cui si dimostra la necessità di continuare a usare lo stesso prodotto chiedendone delle modifiche necessarie.

    Non credete che un social possa avere un ciclo di vita come quello di un prodotto, per cui ci sarà un momento in cui muore o ci potrà essere invece un momento in cui il prodotto si trasforma per le esigenze di mercato.

    Ma se la trasformazione non avviene, perchè secondo voi si ha paura di cambiare e cercare il prodotto che meglio si fa alle proprie esigenze? é solo un discorso di comunicazione e di trend in cui vince il prodotto che ha la confezione più accattivante e riesce a comprare gli spazi pubblicitari negli orari di punta?

    Secondo me bisogna avere il coraggio di provare nuovi prodotti, come ad esempio meemi, e esprimere il proprio parere anche se questo significa andare contro i trend e le mode.

  • Marina Ravaioli

    Concordo con Capobecchino.
    Personalmente da quando Twitter è passato alla nuova versione lo uso molto meno: mi sembra più scomodo di prima, meno essenziale e la cosa mi dispiace perché era la sua forza. Se voglio trascorrere il mio tempo in modo social vado su Meemi, che è in assoluto il social network che preferisco: è italiano, ha funzionalità comode, s’impara subito a usarlo e, caratteristica non da poco, sei sempre in diretto contatto con chi lo sviluppa.

  • http://twitter.com/teglantide Tecla Notti

    Twitter, fatti passare il compito da Facebook dai dai!:)

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