Quel ragazzo lentigginoso, che piaccia o meno, è un tipetto smart.
Cambia, ricambia, prova, dismette, segue le mode. E’ un paraculo, non inventa ma copia, non lo vedi mai in giacca e cravatta.
Ora, dopo la parola “like”, porta nel linguaggio di tutti i giorni anche la parolina magica “timeline”.
Molti rivedono in questa review di Facebook il caro e vecchio AOL degli anni 90. Eppure piace a tutti, anche a quelli che si lamentano. Lo sappiamo, non s’è inventato nulla, ha solo copiato memolane. Ve lo ricordate no?
E’ uno che corre quel ragazzotto lì, l’ho già detto: gli altri stanno a guardare (Twitter) o incassano l’ennesimo colpo (Google Plus).
Per una volta vorrei lanciare un consiglio all’ultimo piano del palazzo californiano di Google: copiate Facebook (anzi memolane), introducete anche voi il concetto di “Timeline”. Perchè solo Google con Gmail, la mia storia delle ricerche, i contatti, il calendar e le chat ha davvero una fotografia reale di quello che siamo. Niente che riguardi la condivisione, sia chiaro.
Perché ormai tutto il resto è solo una serie di diapositive sbiadite di come vogliamo apparire agli altri: sì, insomma, quella cosa che tutti chiamano social network.
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